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Il Secolo Asiatico
foto Il potere si sposta a Oriente
LA FINE DELL'EGEMONIA OCCIDENTALE

L'Occidente guida ancora il mondo, in termini di ricchezza, forza militare e innovazione tecnologica. E' vero, la Cina è la seconda economia al mondo e il Giappone la terza, ma Europa e Nord America generano ancora i due terzi della ricchezza globale, del potenziale militare e spendono più di tutti in R&S (ricerca e sviluppo). E questo nonostante nel mondo occidentale viva meno di un settimo della popolazione mondiale. Durerà? No. Entro il 2050, se i tassi di cambiamento globale si confermeranno, dobbiamo aspettarci un dominio orientale. Ian Morris, professore di Storia Classica e di Archeologia alla Stanford University, illustra le dinamiche del prossimo passaggio di potere ai lettori della rivista britannica Prospect.

(foto:espresso.repubblica.it)


Fine del low profile? L'analisi dell'Ispi
CINA COME POTENZA

Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, novembre 2010,

Dalla fine della guerra fredda l'ascesa della Cina è stata sicuramente tra gli eventi di maggior rilievo nell'arena politica ed economica mondiale. La crisi economica degli ultimi due anni ha convinto molti osservatori che questo fenomeno possa preludere a una redistribuzione epocale del potere sulla scena internazionale. La crisi infatti non ha segnato solo la vittoria apparente della Cina come grande potenza economica, ma ha anche prodotto una riflessione interna sul modello di sviluppo adottato e sulla proiezione esterna. Oggi la Cina sembra quindi pronta a esercitare anche sul piano geopolitico la sua forza economico-finanziaria, abbandonando il "low profile" lungamente mantenuto in politica estera. Tuttavia resta un grosso interrogativo di fondo sulla capacità cinese di giocare il ruolo di potenza egemone nel lungo periodo, a fronte dei numerosi problemi di carattere interno e della sostenibilità della propria crescita economica.


Le ragioni del ritardo europeo
LA RICCHEZZA DELL'AMERICA

The Economist, novembre 2010,

India e Brasile crescono, la Cina si avvicina a larghe falcate, ma gli Stati Uniti rimangono lassù. Nonostante la crisi globale, l'America resta, soprattutto per gli europei, un modello di successo economico ineguagliato. Perché gli americani sono così ricchi? Questo ci si chiede da almeno mezzo secolo nel Vecchio Continente. Qual è il quid, il qualcosa in più, che ha permesso alla superpotenza di tenere a bada le ambizioni di sorpasso europee all'interno del campo occidentale? Le due sponde dell'Atlantico hanno condiviso modelli politici e culturali simili, ma la peculiarità statunitense ha sempre vantato una maggiore efficienza, quanto meno a livello di performance economica.


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CRITICA SOCIALE
Rivista fondata nel 1891 da Filippo Turati
Alto Patronato della Presidenza della Repubblica

Direttore responsabile: Stefano Carluccio

Reg. Tribunale di Milano n. 646 del 8 ottobre 1948
edizione online al n. 537 del 15 ottobre 1994

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