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2014,
Numero 9/10

Il partito maggiore? Il non-voto sarà il 30 per cento

Il bipolarismo è tra elettori e Stato
di Domenico Di Russo

Spiegare il fenomeno dell'astensione è quanto di più complesso giacché in questa confluisce una congerie di elementi eterogenei quali passioni, umori, calcoli d'interesse e posizioni ideologiche ulteriormente diversificati al loro interno. Al netto di tutto ciò, lo scenario aperto dalle elezioni 2013 è davvero inedito. Se valutiamo, infatti, i risultati elettorali senza disinnescare il dato dell'astensione, vale a dire sulla base del numero totale degli elettori anziché in base al totale dei votanti effettivi, considerando cioè l'astensione, piaccia o non piaccia, come un scelta politica vera e propria alla pari di qualsiasi altra preferenza per non importa quale partito, allora il quadro che si apre davanti ai nostri occhi costituisce effettivamente una novità assoluta.
I dati definitivi del Ministero dell'Interno (http://elezionistorico.interno.it/index.php) rilevano che alla Camera hanno votato 35.271.541 cittadini sui 46.905.154 aventi diritto, ossia il 75,2% del totale, mentre al Senato – per il quale, com'è noto, hanno diritto di voto solo coloro che abbiano compiuto i 25 anni d'età – hanno votato 31.751.350 su 42.270.824, ovvero il 75,1%. L'aste...