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El Mundo
Reducir los gases de efecto invernadero
Olalla Cernuda

Il Protocollo di Kyoto è stata sottoscritto durante la Conferenza Onu sul cambiamento climatico del 1997 e prevedeva che i Paesi firmatari si impegnassero a ridurre, tra il 2008 ed il 2012, le loro emissioni di gas serra del 5.2%. Il trattato è entrato effettivamente in vigore nel 2005, dopo la ratifica russa. Ad oggi il Protocollo è stato sottoscritto da 141 Stati, che emettono i 2/3 circa dei gas serra. Stati Uniti ed Australia le assenze più significative. Nel complesso, l'accordo si è rivelato lacunoso ed è oggi sorpassato, rendendo necessario un ripensamento globale delle strategie per combattere il riscaldamento globale. Tra gli aspetti più controversi di Kyoto, la clausola che permette ai Paesi firmatari più virtuosi di vendere agli Stati inquinatori quote di emissioni di gas inquinanti. La norma è da tempo soggetta ad una serrata disputa accademica e politica. Sul mercato delle emissioni, il prezzo di una tonnellata di anidride carbonica si aggira tra i 5 ed i 35 euro. Nell'Unione Europea è previsto, a livello di governi membri, un piano per suddividere le quote di emissioni tra i vari settori produttivi. Considerando i cauti progressi degli otto grandi ad Hokkaido, presto la controversa esperienza di Kyoto passerà alla Storia come primo, perfettibile, tentativo di salvare il Pianeta.

 
El Mundo
EEUU acepta reducir por primera vez las emisiones de CO2 de aquí a 2050

Gli Stati Uniti si impegnano a ridurre di almeno la metà le loro emissioni di gas serra da qui al 2050. La notizia filtra da Hokkaido, dove è in pieno svolgimento il vertice del G8. Il governo americano, per solito restio a prendere impegni vincolanti in materia ambientale, cambia postura e si impegna a collaborare ad un processo che dovrebbe culminare con un nuovo accordo sul clima in sostituzione del Protocollo di Kyoto. Le discussioni che hanno preceduto l'importante decisione della delegazione statunitense evidenziavano tuttavia un certo persistente disaccordo tra gli otto, con gli europei propensi ad anticipare la scadenza per la riduzione delle emissioni (-20% entro il 2020) e gli americani che chiedevano di intensificare le pressioni su India e Cina per indurle alla collaborazione. In particolare, secondo indiscrezioni della stampa giapponese, verrà chiesto a New Delhi e Pechino di affidarsi maggiormente all'energia atomica e meno ai carburanti fossili ed ai Paesi emergenti di cancellare le sovvenzioni al petrolio e ai suoi derivati. Accanto alla questione ambientale, l'agenda di Hokkaido tratterà nelle prossime ore della crisi alimentare, del prezzo del petrolio e della situazione in Afghanistan, Medio Oriente, Corea del Nord e Zimbabwe.
 

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