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SELEZIONE DELLA STAMPA ESTERA-23 aprile

di Critica Sociale


POLITICO
Clinton frames win as sign of strength
Ben Smith

Bella vittoria per Hillary Clinton, leggermente oltre i pronostici e decisamente migliore di quanto gli inquietanti, per lei, primi exit polls ufficiosi della notte lasciavano intendere. Tuttavia, il successo a due cifre, che le serviva per recuperare buona parte del divario che la separa da Obama, non è arrivato. La composizione demografica della Pennsylvania era favorevole alla senatrice di New York e non ci sono state sorprese. E' già tempo di pensare alla prossima sfida dell'Indiana, che si preannuncia molto equilibrata. Obama si è infatti già spostato nello Stato, dove si voterà il 6 maggio e dove spera di infliggere il colpo del ko all'irriducibile avversaria. Nel suo discorso post elettorale Clinton ha interpretato la sua vittoria parziale non solo come un segno della propria forza, ma anche come l'ennesima dimostrazione della debolezza strutturale della candidatura di Obama in vista dello scontro finale di novembre.

THE WASHINGTON POST
Which Obama Will They See?
E.J. Dionne

La retorica che accompagna Barack Obama dal suo primo fragoroso apparire alla Convention Democratica del 2004 ad oggi dipinge il senatore dell'Illinois come il Kennedy nero. La stampa Usa, si sa, è intrigata dai paragoni con il passato In effetti, nei momenti più felici della sua campagna, dal victory speech in Iowa al discorso “A More Perfect Union” di Filadelfia, Obama è parso riecheggiare la nuova frontiera kennediana e la capacità di Jfk di affascinare  e di prefigurare agli americani un futuro ricco di promesse ed opportunità. La lunga ed intensa lotta con un mastino come la Clinton segnala però un pericolo di involuzione per il junior senator, che dà il meglio di sé quando può esibirsi da solista soffrendo invece i dibattiti, quando la qualità del suo eloquio diminuisce, egli si prende delle lunghe pause di riflessione e mostra fastidio se si tratta di discutere di temi troppo concreti o non sufficientemente alti. Appare distante, quasi distaccato. Aleggia insomma il fantasma di Adlai Stevenson, raffinato intellettuale e giurista Democrat degli anni cinquanta, amato dall'intelligentsia liberal ma sconfitto senza appello da Dwight Eisenhower nelle presidenziali del 1952 e del 1956. A questo punto, sarebbe troppo facile accostare Ike a John McCain, entrambi Repubblicani, entrambi eroi di guerra…

L'EXPRESS
Dalaï-lama: la Chine proteste contre Delanoë

"Una grave ingerenza negli affari interni della Cina”: ecco come Pekino ha reagito alla decisione del sindaco di Parigi, Bertrand Delanoë, di tributare al Dalai Lama la cittadinanza onoraria. Da parte sua, il Presidente della Repubblica, Nicola Sarkozy, cerca di ripristinare il dialogo con la Cina.

LE PARISIEN
L'ambassadeur chinois présente ses lettres de créances à Sarkozy

Gli ambasciatori di otto paesi hanno inviato una lettera di protesta al Presidente Sarkozy per contestare la decisione del sindaco di Parigi di conferire la cittadinanza onoraria al Dalai Lama. Oltre al rappresentante diplomatico della Cina, il testo è stato sottoscritto dagli ambasciatori di Belgio, Vietnam, Madagascar, Costa d'Avorio, Brasile, Argentina e Oman. L'iniziativa, si legge nella missiva, rischia di “compromettere la fiducia, l'amicizia e il rapporto di cooperazione” tra i popoli francese e cinese e di “aggravare la situazione in Tibet."

THE INDEPENDENT
Amnesty unveils shock 'waterboarding' film
Nigel Morris

Malcolm Nance, un esperto americano in tecniche di tortura, ha denunciato la pratica  da parte del suo governo del waterboarding,  metodo “dissuasivo” che consiste nel provocare all'interrogato una sensazione prossima all'annegamento. Nance ha invitato gli Stati Uniti a mettere al bando al più presto il waterboarding, utilizzato per estorcere informazioni ai sospettati di terrorismo. Amnesty International ha contestualmente lanciato una campagna nel Regno Unito, producendo un filmato scioccante per illustrare al pubblico come si svolgono usualmente gli interrogatori mediante la famigerata tecnica.  Amnesty si augura così di far pressione su Washington perché abbandoni una pratica nota ed utilizzata dai tempi dell'Inquisizione Spagn...


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