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MCCAIN "IN IRAQ GLI USA HANNO PRESO UN IMPEGNO MORALE"
Il candidato del Gop ribadisce il suo sostegno alla guerra in Iraq
di John Holusha, New York Times


Nel suo primo significativo discorso sulla politica estera da quando è diventato il candidato ufficiale del Gop alle presidenziali, John McCain ha ribadito la sua intenzione di mantenere le truppe Usa in Afghanistan e soprattutto in Iraq. "Se ritirassimo i nostri militari, quelle regioni del mondo cadrebbero nel caos, ed il loro destino, ma anche il nostro, verrebbe compromesso."

McCain ha comunque tenuto a marcare la distanza che lo separa dalle scelte dell'amministrazione Bush, invocando la chiusura di Guntanamo e nuove regole sul trattamento dei prigionieri di guerra e degli individui considerati pericolosi per la sicurezza nazionale. "Io detesto la guerra, ma essa può non essere l'opzione peggiore" ha continuato il senatore dell'Arizona, "Noi abbiamo contratto un impegno morale in Iraq e sarebbe un atto di tradimento, indegno del nostro carattere nazionale, abbandonare quelle popolazioni all'orrenda violenza, alla pulizia etnica ed al possibile genocidio che potrebbe far seguito ad un nostro prematuro ed irresponsabile ritiro." Secondo McCain il surge sta dando buoni risultati e non vi è dunque motivo di mutare strategia.

Cambiando argomento, McCain ha approfondito la issue ambientale, proponendo un sistema "cap and trade" (tetto per le emissioni inquinanti e scambio di quote), che dovrebbe coinvolgere Cina ed India. Rispetto al rapporto con gli alleati, il veterano ha auspicato un dialogo aperto e franco con i partner internazionali dell'America.