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I discorsi parlamentari di Bettino Craxi 1969-1993


Con Stefania Craxi, hanno illustrato l’opera edita da Laterza per la Fondazione della Camera dei Deputati, Gennaro Acquaviva (che ha curato il volume) e Piero Ostellino.

La presentazione ha fatto seguito a quella svoltasi a Roma presso la Sala della Lupa di Montecitorio alla presenza di Pierferdinando Casini, presidente della Fondazione Camera dei Deputati, del presidente della Camera, Fausto Bertinotti, degli ex  Capi dello Stato, Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi.

Pubblichiamo di seguito il discorso introduttivo della cerimonia di Montecitorio di Pierferdinando Casini.


Nel caso specifico vorrei evidenziare la collaborazione con la Fondazione Craxi che custodisce gelosamente la memoria e la documentazione del leader socialista e che è presieduta dalla collega Stefania Craxi a cui voglio rinnovare i sensi della nostra più sincera stima e amicizia.È forte ancora oggi il contrasto, che non possiamo e non vogliamo tacere, tra due opposte valutazioni dell’operato di Bettino Craxi; quella che sottolinea la grande capacità politica e la modernità del suo essere leader politico e Presidente del Consiglio; e quella che sopra ogni altra considerazione fa prevalere i rilievi giudiziari riguardanti la questione morale. Forse è giunto il momento di liberarci delle scorie polemiche e delle diverse e opposte spinte ideologiche, per tentare un bilancio più sereno e se possibile obiettivo per collocare storicamente Craxi nella pagina cruciale dell’Italia dalla metà degli anni ’70 alla metà degli anni ’90,Il senatore Acquaviva affronterà nel dettaglio la vicenda politica e parlamentare di Bettino Craxi che si interseca con le sue scelte di portata storica: quella di schierare l’Italia con l’Europa e con la Nato a favore dell’installazione degli euromissili a Comiso, l’approvazione dei nuovi Patti Concordatari, la sua gestione del sequestro dell’Achille Lauro e la crisi di Sigonella, la riforma della scala mobile, solo per citarne alcune.Di fronte alla mole, ma soprattutto alla densità e all’importanza degli interventi di Craxi in Parlamento, vorrei fare due considerazioni. La prima è che Craxi aveva un profondo rispetto per l’aula di Montecitorio come luogo principe del dibattito politico. Il succo della democrazia stava, per lui, nel confronto parlamentare. Per ventisei anni, nelle diverse funzioni ricoperte, fu un assiduo parlamentare, sempre presente, come ricorda Acquaviva nella bella introduzione al volume, orgoglioso di quest’appartenenza e di questo lungo percorso, al punto di porsi da “vecchio parlamentare” come guida rispetto ai giovani negli stessi meccanismi regolamentari. La seconda considerazione è che Craxi fu certo un leader controverso, commise errori che in parte ammise, proprio nell’aula del Parlamento, a partire dal 1992 attraverso un’analisi schietta delle degenerazioni diffuse nel meccanismo di finanziamento dei partiti politici, e tuttavia fu indiscutibilmente uno statista, il quale con grande intelligenza anticipò e impose all’agenda politica temi risultati poi decisivi e che hanno acquistato - e non perso - attualità anche dopo la sua morte: nodi tuttora irrisolti, con i quali siamo costretti a confrontarci. Mi riferisco in particolare alla governabilità e alla competitività dell’Italia, al rapporto che dev’essere di rispetto e collaborazione tra Stato e Chiesa sul fronte dell’etica e delle libertà individuali, al ruolo autonomo e centrale chespetta all’Italia sulla scena intemazionale, soprattutto mediterranea.

sinistra”: la difesa della libertà contro ogni totalitarismo (in una parola, il suo anticomunismo e socialismo avanzato, liberale), la modernizzazione del Paese oltre i muri ideologici e il radicalismo della sinistra estrema. E’ In conclusione, vorrei sottolineare due passaggi dei suoi discorsi che mi paiono illuminanti, il primo sulla lungimiranza di Craxi rispetto ai, problemi dell’Italia, il secondo sui tormenti dell’ultima fase della sua attività condotta sotto la spada di Damocle delle iniziative giudiziarie.Il primo lo traggo dal discorso sulla “Governabilità e grande riforma” del 31 agosto 1982, laddove Craxi dichiara che al centro dei poteri della democrazia non può “essere ignorato il problema dell’efficienza degli interventi, delle decisioni, dei servizi, per un rinnovato sistema di relazioni tra il cittadino e la collettività”, il problema della “organizzazione e funzionalità” dello Stato e dei suoi poteri. Parole che sono di straordinaria attualità oggi. Il secondo è quello che mi resterà sempre impresso del suo ultimo discorso che ascoltai come parlamentare, laddove chiede di lasciare il caso Craxi “al suo destino e di evitare altre aggressioni”. “Mi sono difeso - disse - come ho potuto... Molti hanno seguito la tentazione del capro espiatorio, mito pagano di tradizione antichissima che è sempre equivalso alla illusione temporanea di allontanare da sé una colpa, unmale, e di dare in questo modo una soluzione ai problemi posti dalla realtà...”.

 



Link esterno: www.fondazionecraxi.org

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