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Entra in vigore in Francia la detassazione degli straordinari.

Sarkozy e la battaglia dei riformisti italiani

Il 24 febbraio scorso i riformisti per il Partito delle Libertà, su iniziativa dell'associazione Giovane Italia, organizzavano a Milano una giornata di studi in cui – a cospetto di leader politici e sindacali, studiosi ed economisti - veniva presentata una piattaforma politica che, fondata sul concetto di valorizzazione del lavoro, articolava un piano di misure concrete mirate a ri-dare a lavoratore ed impresa la possibilità di liberarsi in un colpo solo dal giogo assistenzial-fiscale imposto dallo stato italiano.
Tra le idee allora discusse dalla squadra Craxi-Sacconi, la detassazione degli straordinari e un coerente pacchetto di misure ispirate al cosidetto “welfare-to-work”, ovvero la promozione dell'occupazione attraverso un sistema di sostegni e incentivi a chi accetta di rimettersi in gioco come soggetto attivo sul mercato del lavoro. In breve, un ritorno al core
della Legge Biagi.
A quasi un anno dal convegno milanese, la Giovane Italia insieme al Comitato per la difesa della Legge Biagi, torna pubblicamente all'attacco per denunciare la contro-riforma del governo Prodi e dimostrare con la propria piattaforma di idee e proposte, cosa voglia invece dire riformare davvero le politiche del lavoro in nome dei principi di eguaglianza delle opportunità e diritto alla realizzazione individuale. Quei principi, invero, che dovrebbero essere al centro delle preoccupazioni della sinistra al governo.  
A differenza dell'iniziativa milanese dello scorso febbraio, tuttavia, la manifestazione organizzata a Roma il prossimo 20 ottobre - dal Pacchetto Treu alla Legge Biagi– cade in un contesto politico particolarmente favorevole ad una accolienza attenta e seria, ovvero a poche settimane dall'entrata in vigore, in Francia, della riforma del lavoro promessa e realizzata dal neo-Presidente Nicolas Sarkozy.
Approvato il 21 agosto scorso, ad un paio di mesi dall'insediamento, la prima tranche del “pacchetto-lavoro” elaborato dal team presidenziale - entrata in vigore il primo ottobre scorso – rende immediata l'applicazione di quello stesso provvedimento sul quale si erano già confrontati i riformisti nostrani: la detassazione degli straordinari.

I lavoratori dipendenti francesi - siano essi a tempo pieno o parziale, del settore pubblico o privato, qualunque sia il loro inquadramento contrattuale (vale tanto per il dirigente come per il quadro o l'impiegato) - beneficeranno d'ora in poi di un esonero d'imposta sul reddito ed un alleggerimento degli oneri contributivi calcolati sulla parte di salario dovuta al lavoro straordinario. Contestualmente verrà accordata alle imprese una riduzione forfettaria sui contributi assistenziali.

La norma rappresenta il primo passo di una strategia elaborata dall'esecutivo di Sarkozy con il programma “Confiance, Croissance, Emploi”, per ridare valore al lavoro, all'impiego ed al potere d'acquisto.
Alla detassazione degli straordinari seguiranno infatti una serie di misure destinate a cambiare profondamente la filosofia che soggiace al rapporto dei francesi con il lavoro.
Il secondo step della riforma, prevede la detassazione dei guadagni provenienti dalle attvità svolte dai giovani durante gli anni di studio. Il Presidente della Repubblica intende con ciò favorire l'acquisizione di un'esperienza professionale, premiando al contempo gli sforzi di quegli studenti che lavorano durante l'anno per mantenersi all'Università.
Un ulteriore provvedimento riguarderà poi l'introduzione di un credito d'imposta sugli interessi dei mutui accesi per la costruzione o l'acquisto dell'abitazione principale. Con un limite di 3.750 euro per i single, di 7.500 per le coppie – limite che raddoppia per i portatori di handicap - il credito d'imposta verrà concesso a chiunque contragga un prestito, indipendentemente dal reddito o dal valore dell'immobile.
La tassa di successione  -ulteriore ambito di intervento per rilanciare crescita e fiducia -  verrà abolita per i congiunti che soddisfino determinate condizioni come, nel caso di convivenza, l'essere legatida un PACS, o per i fratelli e sorelle, il fatto di aver vissuto sotto lo stesso tetto. Abolite anche le tasse sulle donazioni in denaro ai figli, purchè sotto i 30.000 euro.

Un ulteriore provvidemnto fissa inoltre al 50% sul reddito totale, il limite massimo dell'imposizione fiscale. Il plafond sarà stimato sull'insieme di imposte dirette fatte ricadere su ogni singolo contribuente. La copertura viene garantita dallo Stato, ovvero si esclude il ricorso alle tasse locali.
Un'insieme di misure  riguarderà inoltre: le piccole e medie imprese, con la riduzione dell'aliquota sugli investimenti e la detassazione delle donazioni ad organismi  senza scopo di lucro ed associazioni d'interesse generale; una maggiore trasparenza sui cosidetti, “paracaduti dorati”, ovvero le buone-uscite riservate ai dirigenti all'atto o successivamente alla loro uscita dall'azienda. Il Governo pevede infatti che le condizioni per la concessione siano chiaramente indicate all'assemblea degli azionisti all'atto della stipula del contratto con il dirigente e quindi sottoposte al vaglio dell'assemblea per la verifica del loro rispetto.
Ed infine, in via sperimentale, verrà introdotto un dispositivo che rende conveniente il ritorno al lavoro per quanti beneficiano attualmente di un assegno sociale. Si tratta della cosidetta Revenu de solidarité active (RSA).

Clicca qui per ulteriori info sul programma “Confiance, Croissance, Emploi”.

Dettagli sulla manifestazione in difesa della Legge Biagi, sul sito della Giovane Italia.

 






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