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Il Simon Wiesenthal Center applaude la decisione del presidente Obama e del Segretario di Stato Clinton di non partecipare alla conferenza delle Nazioni Unite, Durban II. Marvin Hier and Abraham Cooper, due dirigenti del centro, ne hanno avuto conferma dopo un colloquio tra funzionari della Casa Bianca e del dipartimento di Stato ed alcuni leader delle principali organizzazioni ebraiche.
"E' un chiaro segnale alla comunità internazionale che l'amministrazione Usa rifiuta di validare il sabotaggio dei diritti umani posto in essere da regimi quali Libia ed Iran", ha dichiarato Hier. "Per isolare i seminatori d'odio, auspichiamo che l'amministrazione Usa formi una "coalizione dei volonterosi" che comprenda anche Canada, Regno Unito ed Unione europea in collaborazione con l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), al fine di convocare una conferenza parallela il 21 aprile che disconosca apertamente ogni forma di razzismo e discriminazione.", ha aggiunto Hier.
Funzionari del Wiesenthal Center furono i portavoce della rappresentanza ebraica alla conferenza Durban I che si svolse nella città sudafricana nel 2001, pochi giorni prima i tragici fatti dell 11 settembre. Shimon Samuels, responsabile per le relazioni internazionali del Centro, ha partecipato a diverse sessioni preparatorie di Durban II, notando come  Libia, Iran ed altri Stati colpevoli di violazione dei diritti umani stessero tentando di isolare Israele e di evitare ogni discussione sull'estermismo islamico, oltre a preparare il terreno perchè i "negatori dell'Olocausto" potessero far sentire chiaramente la loro voce.
Il Simon Wiesenthal Center è una delle più importanti organizzazioni internazionali ebraiche per la difesa dei diritti umani e conta oltre 400,000 membri solo negli Stati Uniti. Opera come organizzazione non governativa presso l'Onu, l'Unesco, l'Osce, l'Oas, il Consiglio d'europa e il Parlamento latino americano.
 

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