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SELEZIONE DELLA STAMPA ESTERA-15 aprile

di Critica Sociale



(pagina 2)

... L'inusable «Cavaliere» séduit toujours l'Italie

Silvio Berlusconi non è cambiato. Dopo una campagna a basso tono, la natura del Cavaliere lo ha rimesso al galoppo. Il capo della destra ha promesso “test attitudinali per i magistrati”, ha definito l'avversario “comunista” e precisato di essere “più grande di Sarkozy e Putin”. Berlusconi rimane una personalità fuori dalla norma, eccessiva. La sconfitta alle legislative dell'aprile 2006 avrebbe potuto suonare per lui l'ora della pensione. Gli ha invece dato il gusto della rivincita.

LE MONDE
Italie : Silvio Berlusconi obtient une large victoire aux legislatives

Il conservatore Silvio Berlusconi ha ottenuto un terzo mandato come Presidente del Consiglio, con una maggioranza più forte del previsto. Il suo avversario di centro-sinistra, Walter Veltroni, ha riconosciuto la sconfitta



THE GUARDIAN
Berlusconi sweeps back to power as left concedes defeat in Italian elections

Silvio Berlusconi si è aggiudicato la scorsa notte il ritorno al potere dopo 14 anni dalla formazione del suo primo governo.
Secondo le proiezioni, il suo partito ha conquistato una vittoria netta sul centro sinistra, il PD di Walter Veltroni.

FOREIGN POLICY
Greenspan's Follies
Stephen S. Roach

Alan Greespan ha guidato per diciotto anni e mezzo la Federal Riserve raccogliendo consensi quasi unanimi per il suo operato, che è in larga parte venuto a coincidere con i ruggenti anni novanta dell'economia Usa e mondiale. Oggi, qualche analista comincia a nutrire dei dubbi sulla sua gestione e ad avanzare l'ipotesi che il grande vecchio dell'economia americana avrebbe potuto fare di più per evitare i problemi che si stanno manifestando. Greenspan ha risposto con una massiccia campagna informativa per difendere le scelte compiute durante il suo lungo regno alla Fed, che ha tra l'altro abbracciato le presidenze Reagan, Bush padre e figlio e Clinton. Tuttavia, la sua incrollabile fede nella capacità assoluta del mercato di autoregolarsi senza la necessità di alcun intervento dei pubblici poteri, da lui anzi considerato nocivo, sembra essere una delle cause dei guasti a cui oggi il sistema finanziario Usa è costretto a porre rimedio.

LE PARISIEN
Raffarin veut la tête de Royal

Si ricomincia! Tra Jean-Pierre Raffarin e Ségolène Royal, nemici giurati da vent'anni nella regione Poitou-Charentes, è ancora guerra. L'ex Primo Ministro, che è anche un predecessore dell'ex candidata socialista alla guida della regione, chiede né più né meno, le sue dimissioni. Motivo: la settimana scorsa Royal è stata condannata dalla corte d'appello per licenziamento abusivo di due assistenti parlamentari che, dopo un procedimento durato dieci anni, hanno reclamato il diritto a ricevere gli arretrati e le relative buste-paga.
“Un reato in flagrante di doppio gioco”. Per Raffarin, non vi è alcun dubbio_ la sentenza “squalifica la Royal per l'esercizio delle responsabilità sociali”. “La presidente del Poitou-Charentes – si legge in un comunicato congiunto rilasciato da Raffarin e Elisabeth Morin, che aveva preso il posto dell'ex premier alla guida della regione -  che dà lezioni a tutti mentre tratta i suoi collaboratori in maniera esecrabile, è stata messa oggi davanti alle sue stesse menzogne”

LA CROIX
L'Eglise américaine à la croisée des chemins

Il papa comincia oggi, martedì 15, la sua...


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