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2014,
Numero 9/10

Antipolitica, cresce il terremoto “outsiders”

Policy Network/2
di Michele Prospero

Le elezioni italiane hanno registrato un vero terremoto. Non vi è più un sistema politico definito con giocatori stabili e procedure condivise e il collasso non ha incontrato una solida resistenza, costringendo i politici a impegnarsi in un gioco a loro sconosciuto. Similmente a quanto avviene nei paesi in via di sviluppo o con democrazie deboli, le fortune elettorali in Italia mutano velocemente, con le percentuali dei voti che fluttuano di continuo, quasi impazzite. In mezzo alle rovine di una democrazia destrutturata, due voci reclamano la vittoria. Una è quella di Grillo, il cui movimento si è trasformato in un partito capace di raccogliere oltre otto milioni e mezzo di voti; l'altra è quella di Berlusconi, impegnato in un'aspra lotta per la sopravvivenza politica, quasi coronata da un clamoroso successo alla Camera, sfuggito per poco più di centomila voti.  Insieme, i due raggiungono il 55% dei voti.
I due vincitori non sono soggetti politici “normali”, con una tradizione, un profilo organizzativo e una cultura politica. Continua invero la poco eccitante avventura del “partito-persona” o delle coalizioni elettorali che si affidano al carismatico appello ai c...