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In vista del Super Tuesday Edwards e Giuliani si ritirano




Fabio Lucchini

Con più di venti Stati al voto ed oltre il 40% dei delegati in palio per ciascun partito, il Super Tuesday (martedì 5 Febbraio) spegnerà le illusioni dei candidati presidenziali più deboli e darà una spinta formidabile a coloro che ne usciranno vincitori. Hillary Clinton (senatore dello Stato di New York) e Barack Obama (senatore dell'Illinois) per i democratici, John McCain (senatore dell'Arizona) e Mitt Romney (ex governatore del Massachusetts) per i repubblicani. Questi i nomi dei candidati che possono ancora nutrire concrete speranze di nomination. Edwards e Giuliani si  sono ritirati, Huckabee è in inesorabile caduta. Nel campo democratico, dopo il trionfo di...

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Nella quarta puntata dell'inchiesta “Che cosa deve fare l'America ?” a proporre la sua analisi è Jessica T. Mathews, presidente del think tank statunitense Carnegie Endowment for International Peace




Mentre la corsa per le presidenziali americane continua serrata, gli Stati Uniti si interrogano sull'immagine che danno di sé nel mondo, partendo dal riconoscimento che il Paese oggi non gode più del rispetto e dell'ammirazione che raccoglieva in passato. A condurre l'inchiesta è stata l'autorevole rivista statunitense Foreign Policy che ha pubblicato le analisi di esperti mondiali di Politica Internazionale ai quali è stato chiesto: “Che cosa il nuovo presidente americano dovrebbe fare per migliorare il consenso internazionale nei confronti dell'America?”. Le relazioni che gli Usa hanno oggi con molteplici Stati del globo sono contaminate da rabbia, rancore e paura, sentimenti che hanno sostituito quelli di amicizia e stima che fino a...
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La strategia dei come back kids rischia di riconsegnare l'America ai repubblicani

di Frank Rich, International Herald Tribune


Davanti a George W. Bush, neppure un miracolo potrebbe essere sufficiente a garantire ai Repubblcani il mantenimento della Casa Bianca nel 2008. Ma se i miracoli fossero due?

Il ritorno dell'accoppiata Bill Clinton-John McCain, anche se non dovesse durare, un effetto lo avrebbe comunque: offrire ai Repubblicani un'altamente plausibile chance di vittoria.

Ma per quanto sorprendente possa apparire, nessuno dei due partiti sembra ancora consapevole di questa road map.

Nel caso dei Democratici, la macchina Billary, ovvero la candidatura congiun...

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Bush si congeda, i Kennedy abbracciano Obama




John McCain ce l'ha fatta. Anche senza l'aiuto degli indipendenti, ha sconfitto di cinque punti Mitt Romney. In Florida l'elettorato repubblicano sembra aver rotto gli indugi. Sono loro due i candidati fra cui scegliere. Il senatore dell'Arizona e l'ex governatore del Massachusetts hanno infatti raccolto insieme i 2/3 dei voti. La frammentazione nel GOP comincia a diminuire ed i consensi a convergere su uno/due candidati. Il  vecchio Mac si aggiudica i 57 delegati dello Stato e supera il rivale per 93 a 59.
Per Rudolph Giuliani la Florida rappresenta una vera e propria caporetto. McCain l'ha distanziato di oltre venti punti percentuali. Lo scenario più probabile prefigura un suo imminente ritiro. Il senatore de...

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In tutto il mondo le elezioni Usa sentite come a casa propria

di Francesca Morandi


Milioni di persone al di fuori dei confini americani guardano alle elezioni negli Stati Uniti come se il prossimo presidente dovesse avere un’influenza anche sulle loro vite. Dall’Europa all’Asia fino all’Africa, la campagna elettorale statunitense è seguita con un interesse mai riscontrato prima e che sconfina in un sentimento di speranza, da un lato, e di ostilità dall’altro.

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