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Ecco il testo diffuso dal Vaticano il giorno precedente all'inaugurazione dell'anno accademico a "La Sapienza" dove era prevista la presenza del Papa a cui gli studenti sono stati costretti a rinunciare dall'opposizione di 67 ex Sessantottini

di Benedictus XVI

2008
CITTA' DEL VATICANO
 Ecco la «allocuzione» preparata da Benedetto XVI per il suo intervento alla Sapienza, poi annullato

.

“È per me motivo di profonda gioia incontrare la comunità della "Sapienza - Università di Roma" in occasione della inaugurazione dell’anno accademico. Da secoli ormai questa Università segna il cammino e la vita della città di Roma, facendo fruttare le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Sia nel tempo in cui, dopo la fondazione voluta dal Papa Bonifacio VIII, l’istituzione era alle dirette dipendenze dell’Autorità ecclesiastica, sia successivamente quand...
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Ecco il testo diffuso dal Vaticano il giorno precedente all'inaugurazione dell'anno accademico a "La Sapienza" dove era prevista la presenza del Papa a cui gli studenti sono stati costretti a rinunciare dall'opposizione di 67 ex Sessantottini

di Benedictus XVI

2008
CITTA' DEL VATICANO
 Ecco la «allocuzione» preparata da Benedetto XVI per il suo intervento alla Sapienza, poi annullato

.

“È per me motivo di profonda gioia incontrare la comunità della "Sapienza - Università di Roma" in occasione della inaugurazione dell’anno accademico. Da secoli ormai questa Università segna il cammino e la vita della città di Roma, facendo fruttare le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Sia nel tempo in cui, dopo la fondazione voluta dal Papa Bonifacio VIII, l’istituzione era alle dirette dipendenze dell’Autorità ecclesiastica, sia successivamente quand...
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A intervenire è Philip Stephens, commentatore politico di punta del Financial Times, che riassume il suo pensiero in un gioco di parole: «Il presidente degli Stati Uniti deve essere unilateralmente multilateralista».




Mentre la corsa per le presidenziali americane continua serrata, gli Stati Uniti si interrogano sull'immagine che danno di sé nel mondo, partendo dal riconoscimento che il Paese oggi non gode più del rispetto e dell'ammirazione che raccoglieva in passato.  A condurre l'inchiesta è stata l'autorevole rivista statunitense Foreign Policy che ha pubblicato le analisi di esperti mondiali di Politica Internazionale ai quali è stato chiesto: “Che cosa il nuovo presidente americano dovrebbe fare per migliorare il consenso internazionale nei confronti dell'America?”.
Le relazioni che gli Usa hanno oggi con molteplici Stati del globo sono contaminate da rabbia, rancore e paura, sentimenti che hanno sostituito quelli di amicizi...
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Il punto di vista e le previsioni di un autorevole esponente del mondo culturale americano

di Fabio Lucchini


D: Professor Di Scala, molti guardano  alle prossime elezioni americane (le presidenziali ed il rinnovo parziale del Congresso) come ad una possibile svolta epocale. Dopo un quarantennio sostanzialmente egemonizzato dal Partito Repubblicano, l'Era Conservatrice volge al termine?R: Non credo, direi piuttosto che i repubblicani vivono un momento di difficoltà, legato soprattutto al distacco con cui gli evangelici, chiave di volta delle vittorie di Bush, stanno partecipando alla campagna elettorale. Gli evangelici non costituiscono semplicemente un grande serbatoio di voti per i repubblicani, ma sono anche molto efficienti nell'organizzare la propaganda elettorale. Un loro scarso impegno e coinvolgimento potrebbe danneggiare gravemente il Grand Old Party. 

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Parla il consulente di Obama per la Foreign Policy, Parag Khanna

di Simona Bonfante alla NYC 2008 della Fabian Society


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