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DOPO IL FALLIMENTO DI DOHA

GIUSEPPE SCANNI-L’Italia ha un ruolo molto importante da esercitare in Europa e nel G8, perché il Governo non ha nascosto, ma ha affrontato la questione dello sviluppo in modo innovativo

 

E' difficile mettere d'accordo i152 stati che fanno parte dell'organizzazione: l'ultimo negoziato iniziato a Punta dell'Este in Uruguay nel 1986 si concluse nel 1994. L'Uruguay round fucertamente il più ambizioso dei due round precedenti (il Kennedy, 1964-67; ilTokyo, 1973-80 ) sia per i settori interessati, anche agricoltura e serviziprecedentemente esclusi, sia per l'entità delle riduzioni tariffarie.

Molti governi dei Paesisviluppati hanno iniziato non più a temere ma a desiderare il fallimento deinegoziati perché pensano che lo sviluppo dei paesi asiatici e di quelliemergenti sarebbe esclusivamente a carico dell'Occidente.

Così come l'esasperazione deiprincipi che hanno informato le politiche economiche e di bilancio degli ultimiventi anni (liberalizzazioni a tutto vapore, privatizzazioni selvagge, esasperazionedella cultura dei pareggi di bilancio, scarsa cura delle ricadute sociali) nonha portato un gran bene alle nostre società, l'altra proposta nascosta deiPaesi occidentali (richiudere le frontiere ai paesi in via di sviluppo ed aquelli emergenti) non è più praticabile senza gravi sconvolgimenti. Cina edIndia non permetteranno che siano chiuse le porte che gli permettono direcuperare l'occasione persa nel primo Ottocento di partecipare allaRivoluzione Industriale.

 

 



Data: 2008-06-06







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