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Labourlist.org, 18 aprile 2010,

Ogni settimana Peter Mandelson invia un commento sugli sviluppi della campagna elettorale a un database che raccoglie gli indirizzi email degli iscritti al Partito Laburista britannico. Labourlist.org, che si auto-definisce il più importante e-network di riferimento della base del Labour, raccoglie lo spunto settimanale dell'influente ministro delle Attività Produttive, ex spin doctor di Tony Blair:

L'imitazione è la più sincera forma di adulazione e così accolgo con favore il fatto che George Osborne (il cancelliere ombra conservatore, ndt) segua il nostro esempio, diramando delle note politiche durante questa campagna elettorale. Anche se devo dire che nell'ultima di queste mi pare abbia esagerato sostenendo: "E' stata un'altra grande settimana per i Tory". Andiamo, George!
Quel che è successo è molto semplice - la campagna elettorale è sempre più aperta. Nei primi dieci giorni, abbiamo faticato molto a persuadere i media a non limitarsi a celebrare l'inevitabile ingresso di David Cameron a Downing Street. Oltre a News International (gruppo editoriale di Rupert Murdoch che possiede testate quali The Times, The Sunday Times, The Sun, News of the World, ndt) e altri quotidiani legati ai Tory, diverse emittenti televisive si sono limitate a fare da cassa di risonanza a questa (loro) speranza.
Tuttavia, il dibattito su Itv dello scorso giovedì ha scardinato questo lavorio. Per questo dico, grazie Nick. Solo per il fatto di essere presente a quel dibattito e solo per il fatto di essere stato visto e finalmente ascoltato dal pubblico, Nick Clegg ha scatenato una reazione generale all'apatia che sembrava condurre la Gran Bretagna nelle braccia dei conservatori. Finalmente è stato tolto il silenziatore alla campagna elettorale, finalmente ai cittadini è stato consentito di ascoltare, come essi desiderano, tutte le opinioni in merito alle sfide che dobbiamo affrontare dopo la crisi globale. E la gente vuole proposte politiche, non pubbliche relazioni, vuole il dibattito aperto. Motivo per cui vi è stato un ampio apprezzamento per l'intervista concessa da Gordon Brown all'Andrew Marr Show.
I sondaggi diramati dopo giovedì dimostrano che siamo nel bel mezzo della più fluida e imprevedibile elezione nella storia recente del paese. Una vasta porzione di elettori - forse un terzo - è ancora indecisa su ciò ritenga sia meglio per la Gran Bretagna. Dare un nuovo mandato al Labour, che sta dimostrando prontezza e saldezza in tempi di grave incertezza. Oppure spostarsi a destra scegliendo i Tory, per quanto possa essere rischioso. O ancora flirtare con i Lib-Dem, qualsiasi cosa essi dicano.
I sentimenti dell'opinione pubblica verso i due partiti maggiori sono comprensibili. Certo, il Labour ha fatto nel complesso bene in questi anni, ma forse potrebbe essere il momento di dare una possibilità a qualcun altro di governare. Poi, ti rendi conti che gli altri sono Cameron e Osborne e allora le cose cambiano...
Peraltro, la mia più grande scommessa è che alla gente passerà presto la momentanea fascinazione per Nick Clegg.
Perché?
Per tre ragioni.
In primo luogo, alla lunga gli elettori rifiuteranno un partito che vuole tagliare i crediti fiscali, gettare via i Child Trust Funds (piani di risparmio e finanziamento a favore dell'infanzia, ndt) e persino offrire l'amnistia ai migranti illegali. In secondo luogo, l'idea di un parlamento senza maggioranza può affascinare qualcuno, ma finirà col conferire un potere sproporzionato a un piccolo partito che influenzerà, pesantemente e pericolosamente, l'esercizio della funzione di governo. Il passaggio parlamentare di importanti provvedimenti legislativi, pensiamo a quelli riguardanti la lotta al terrorismo (avversata dai Lib-Dem), rischierebbe di venire intralciato fatalmente. In terzo luogo, in una fase di grave instabilità economica, abbiamo bisogno di un governo forte e unito - non di un esecutivo vulnerabile ed esposto ai chiari di luna liberaldemocratici. Non sono contrario di principio a un governo di coalizione - mio nonno fece parte del gabinetto di guerra di Winston Churchill - e  devo dire che per la Gran Bretagna qualsiasi opzione sarebbe preferibile a un esecutivo controllato da Cameron e Osborne. Tuttavia, un governo bipartitico non potrà mi essere abbastanza stabile senza condividere un grande, unificante, sfida.
Vorrei proporre un'altra considerazione a coloro che sono tentati di votare Lib-Dem in nome del cambiamento. L'unico partito che sta offrendo un reale cambiamento - la riforma radicale della Camera dei Comuni e dei Lord e la possibilità di votare per un nuovo, più giusto, sistema elettorale - è il Labour. Chi voterà Lib-Dem, e così facendo aiuterà i Tory a vincere i circa cento seggi marginali contesi tra laburisti e conservatori che decideranno l'esito delle elezioni, finirà per privilegiare lo status quo e impedire il vero cambiamento del nostro sistema politico.
Dove sta andando la campagna elettorale del Labour? Dobbiamo raddoppiare i nostri sforzi per rendere evidente la nostra forte visione del futuro del paese e delle politiche eque che abbiamo in animo di proporre alle famiglie britanniche, oltre a ricordare i rischi e i costi legati all'avvento di un governo conservatore. Economia, istruzione e sanità sono le priorità. Questo la gente deve ascoltare da noi.
Votare per i liberaldemocratici rappresenterebbe solo la seconda miglior scelta, o forse peggio. L'ascesa conservatrice a Downing Street determinerebbe il varo di politiche disastrose per la ripresa economica e il sovvertimento delle nostre scelte in tema di servizi pubblici. Secondo la logica Tory, coloro che se lo possono permettere hanno il diritto di accedere a un'ampia gamma di servizi secondo le proprie possibilità, mentre a tutti gli altri non resta che arrabattarsi.
Ma una cosa è certa. Stiamo entrando nelle fasi decisive della campagna elettorale e il Labour metterà in campo tutte le sue risorse per assicurarsi le maggiori chances di ri-elezione. Passare il potere ai Tory prima che le nostre politiche anti-recessione abbiano pienamente fatto sentire i propri effetti, rischierebbe di far sprofondare i britannici nell'incubo della disoccupazione. D'altro canto, essere costretti a negoziare su ogni singola scelta con i Lib-Dem finirebbe per intaccare la qualità della nostra azione politica.
Manca ancora molto al 6 maggio. Non è tempo di desistere. Dico una cosa a coloro che hanno la possibilità finanziaria di contribuire alla nostra campagna: allo stato attuale delle cose, i Tory ci sovrastano in quanto a disponibilità economiche. Stiamo lottando da outsiders e ci serve il supporto di tutti.

Un saluto

Peter

 

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