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"I problemi che la gente pensava ci contrapponessero, non ci hanno diviso affatto." Così Gordon Brown, padrone di casa del vertice mondiale, nel corso della sua conferenza stampa conclusiva. I leader delle venti economie più sviluppate si sono impegnati a seguire un corso d'azione condiviso nei prossimi mesi, enunciando sei priorità:

-Rilanciare la fiducia, la crescita e l'occupazione;

-Stabilizzare il sistema finanziario per favorire la circolazione dei capitali e i prestiti;

-Rafforzare la regole per garantire trasparenza e ricostruire la fiducia;

-Sostenere economicamente e riformare le istituzioni finanziarie internazionali per sanare la crisi e prevenirne di nuove;

-Promuovere il commercio globale e gli investimenti, rifiutando recisamente il protezionismo;

-Fare in modo che la ripresa economica sia inclusiva, sostenibile ed eco-compatibile

Prosegue il comunicato conclusivo: "Agendo concordemente per seguire le suddette linee guida, noi, leader del G20, ci proponiamo di condurre l'economia globale fuori dalla recessione e di prevenire che crisi di simile entità si ripropongano in futuro. Gli accordi che abbiamo raggiunto oggi (2 aprile) avranno coseguenze concrete. In primo luogo, triplicheremo, portandole a 750 miliardi di dollari, le risorse a disposizione del Fondo monetario internazionale (Fmi). In secondo luogo, favoriremo una nuova allocazione, per un valore complessivo di 250 miliardi di dollari, di diritti speciali di prelievo (gli sdr -un paniere di dollari, euro, sterline e yen che potrebbe presto essere considerato valuta di riserva globale). Inoltre, supporteremo un prestito supplementare di almeno 100 miliardi di dollari da parte del sistema delle cinque banche multilaterali per lo sviluppo (Banca mondiale, Banca africana per lo sviluppo, Banca asiatica per lo sviluppo, Banca europea per lo sviluppo e la ricostruzione e Banca inter-americana per lo sviluppo). Ancora, assicureremo 250 miliardi di dollari per sostenere il commercio globale e concederemo finanziamenti ai Paesi più poveri traendo risorse dalla vendita delle risorse auree del Fmi. Infine, costituiremo un fondo addizionale da 1100 miliardi per ripristinare il credito e favorire crescita ed occupazione. Considerando anche le misure che verranno  adottate dai singoli Stati, possiamo tranquillamente affermare di trovarci di fronte ad un piano di ripresa senza precedenti nella Storia."

Contestualmente, come annunciato da Brown alla stampa, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) ha pubblicato due liste di paradisi fiscali. Pubblicazione che ha fatto seguito alla decisione del G20 di agire contro gli Stati che non collaborano in campo fiscale. La lista nera, che include Costa Rica, Malaysia, Filippine ed Uruguay, comprende i Paesi che non si sono mai impegnati a rispettare gli standard internazionali. La lista numero due -la lista grigia- comprende 38 Paesi fra i quali Monaco, Liechtenstein, Antille olandesi, Belgio, Svizzera e Lussemburgo e riguarda Stati che pur essendosi impegnati a rispettare le regole dell'Ocse non le hanno in sostanza applicate.
 

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