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CRISI ECONOMICA. I PASSAGGI CHIAVE DEL G20 A LONDRA E DEL G8 ALLA MADDALENNA

ROMA - I grandi della Terra devono trovare una risposta adeguata e "definitiva" alla crisi finanziaria: "qualcosa di forte" che vada al di là dei singoli piani nazionali e scongiuri "trappole" protezionistiche. Bisogna trovare risposte risolutive, rispetto al sistema finanziario delle banche e gli investimenti cosiddetti "tossici" per contrastare lo tsunami e rilanciare la crescita.

Il premier Silvio Berlusconi e il suo collega inglese, Gordon Brown - nelle loro rispettive vesti di presidenti, rispettivamente, del G8 e del G20 - tracciano il percorso e si dicono in "totale accordo nel delineare i temi" dei due vertici in programma nei prossimi mesi. Con una "politica di collaborazione, che non ha mai avuto pari in passato, tra tutti i continenti del mondo" spiega Brown che con Berlusconi ha riaffermato la necessità di non cedere al protezionismo, definito dal premier italiano "una trappola". Berlusconi dice che il 'buy american' o gli aiuti francesi alla componentistica auto "sanno un po' di protezionismo", ma comunque non preoccupano più di tanto: "non sono quelle misure che possono fare veramente male" ha detto sottolineando però che le barriere non risolvono nulla. La crisi è globale e va affrontata in modo "globale, coordinato", rilanciano i due primi ministri dettando la ricetta, per ora metodologica: riscrivere le regole rafforzando e riformando il sistema finanziario affinché non si ripetano crisi come quella attuale, sostenere la fiducia di famiglie e delle imprese, riportare l'economia verso la crescita sostenibile. In quest'ultima direzione Brown annuncia un fondo da 5 miliardi di euro per una crescita economica all'insegna del 'low carbon'.

Sul fronte delle misure concrete da adottare il cammino è comunque ancora lungo. "Non è facile. Si stanno discutendo i contenuti della finanza internazionale. Ma non ci sono ancora interventi da tutti condivisi e che appaiano 'ictu oculi' efficaci" dice Berlusconi. E per farlo il cammino, condiviso con Brown, è quello che passerà per il prossimo G20 di Londra del 2 aprile dove, spiega Brown, "cercheremo di prepararci per una sorta di accordo per la ripresa, con il contributo di ogni continente" trovando un accordo "sulle risorse da iniettare nel sistema, sulla definizione dei margini di responsabilità delle istituzioni finanziarie internazionali" con l'obiettivo di "una ripresa economica mondiale duratura". Un G20 sulle questioni finanziarie che passerà il testimone al G8 de La Maddalena di luglio cui spetteranno temi "rilevanti" come i rapporti tra i paesi G8, la Russia, l'Africa, il Medio Oriente, la sicurezza, la povertà nel mondo, il clima. Il G8 dovrà poi "intervenire, dopo le decisioni prese a Londra" e affrontare - aggiunge Berlusconi - anche "la situazione della crisi finanziaria e dell'economia reale e poi impegnarsi su altri temi".

Sul tavolo dei Grandi c'é anche l'ipotesi di nazionalizzazione delle banche "su cui esercitarsi", aggiunge il premier italiano spiegando che questo tipo di misura non riguarda però l'Italia - il cui sistema bancario è solido - ma paesi più in difficoltà nella continuità dell'erogazione del credito. Berlusconi, che incassa da Brown un complimento - " è un grandissimo leader europeo e gli sono veramente grato", dice il primo ministro inglese - parla poi dell'Italia sottolineando che il paese "se la caverà e uscirà dalla crisi meglio di altri". E rilancia l'appello a non preoccuparsi: "non abbiate paura" perché la paura può allungare i tempi dell'uscita dalla crisi.

 

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