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D'ora in poi i cittadini russi dovranno prestare molta attenzione: "scambiare qualche parola con un giornalista straniero potrebbe essere considerato -tradimento- dalla nuova legislazione", sostiene Ernst Chyorny, leader di un gruppo per la difesa dei diritti umani di Mosca, poichè simili approcci verrebbero considerati supporto attivo ad un'entità esterna. Inoltre, la norma, con eguale severità, vieterebbe ai cittadini russi di passare informazioni sensibili ad associazioni non governative straniere. Questo provvedimento "fa tornare la giustizia russa ai tempi compresi fra il 1920 al 1950", hanno dichiarato in un comunicato congiunto la leader del Gruppo di Helsinki, Lyudmila Alexeyeva, e Svetlana Gannushkina, a capo di Assistenza civica. Gli attivisti hanno inoltre sollecitato i deputati della Duma a respingere una "legge che rimanda allo spirito di Stalin e Hitler."

In effetti, se si tramutasse in legge, la previsione normativa, pensata per scoraggiare ogni forma di opposizione civile e per tacitare la stampa indipendente e critica in Russia, reintrodurrebbe una pratica tipicamente sovietica: perseguire i dissenzienti accusandoli sbrigativamente di tradimento dell'interesse nazionale. Ad ogni modo, non è chiaro se la Duma apporverà il testo nella forma corrente ed in quali circostanze il governo voglia servirsene per scoraggiare gli oppositori. Infatti, il disegno di legge presenta lacune e passaggi ambigui.

Da parte sua, il Cremlino difende il provvedimento, sostenendo la necessità di regolamentare con più organicità l'attività dei servizi di sicurezza russi di fronte alle infiltrazioni di agenti segreti nei gruppi non governativi stranieri attivi nel Paese e nelle aree di interesse nazionale. Il riferimento è alle attività "sovversive" che sarebbero state messe in pratica dai servizi segreti occidentali ai tempi della rivoluzione arancione in Ucraina e più recentemente in Georgia.

Non è un caso che Medvedev e Putin mostrino i muscoli in un momento particolarmente delicato. Colpisce come la proposta normativa sulla repressione del tradimento faccia la sua comparsa, insieme ad altri provvedimenti restrittivi, mentre il Paese comincia a precepire le conseguenza della crisi economica internazionale. Le autorità denunciano così la loro preoccupazione, inasprendo il controllo su un corpo sociale che potrebbe presto evidenziare segni di malcotento ed avanzare rivendicazioni a fronte del probabile deterioramento delle proprie condizioni materiali.

 

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