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Lael BrainardIL CONTESTO GLOBALE
La rivoluzione nella distribuzione a livello nazionale del reddito è indicativa del più generale trasferimento di benessere e dinamismo economico tra le varie parti del sistema. Se tra le due guerre mondiale il baricentro finanziario mondiale si era spostato dalla City a Wall Street, oggi notiamo il proliferare di una realtà policentrica, come dimostrato dalla maggiore rilevanza acquisita dai mercati azionari non occidentali e dall'attivismo delle multinazionali indiane e brasiliane. Emblematico è il fatto che nel corso del 2007 i fondi sovrani abbiano immesso più capitali nelle stagnanti economie europee e statunitensi di quanto abbia fatto il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) nei confronti dell'economie asiatiche ai tempi della crisi finanziaria del 1997.

La rapida ascesa di nuove potenze sta creando enormi opportunità ma sta anche esercitando grandi pressioni sulle risorse disponibili, dall'acqua al cibo all'energia, contribuendo all'aumento delle dinamiche inflative, in un'epoca in cui appare sempre più urgente la necessità per l'umanità di liberarsi dalla dipendenza dai combustibili fossili. La crescente integrazione globale sta creando una stretta interdipendenza e reciproca vulnerabilità, rese evidenti dai ripetuti shock finanziari, ma anche dalla penuria alimentare ed energetica, dalle pandemie e dal circolo vizioso di conflitti e povertà. La montante integrazione globale dell'economia reale pone allo stesso modo pressanti interrogativi. Per quanto i ministri competenti siglino trattati commerciali di vario genere, è innegabile infatti che la spinta al multilateralismo degli anni passati si stia affievolendo. Nei prossimi anni, la portata delle sfide elencate si amplierà notevolmente, poiché dovranno essere affrontate prestando un occhio di riguardo alla minaccia che più d'ogni altra condiziona le prospettive future dell'umanità. L'emergenza ambientale legata al riscaldamento climatico comporterà presumibilmente un cambio di paradigma rispetto al modello di sviluppo basato sui combustibili fossili prevalente negli ultimi due secoli. L'investimento in nuove forme di energia si renderà così inevitabile.

Le dieci principali sfide economiche che attendono il nuovo inquilino della Casa Bianca non rimandano a facili soluzioni ma da esse dipendono la stabilità e la vitalità degli Usa e del Sistema Mondo: Ripristinare la stabilità finanziaria: I guai dell'America sono innegabilmente al centro della tempesta che sta investendo la finanza globale. Perciò gli Usa hanno il dovere di rafforzare il sistema finanziario globale, di fortificare la regolamentazione del proprio sistema domestico e di diminuire la propria dipendenza dal credito estero. Il prossimo presidente dovrà lavorare con i partner internazionali per concordare un'agenda che preveda una gestione più oculata dei flussi di capitale (che includa una maggiore flessibilità dei tassi di cambio per far fronte ai ciclici squilibri che dovessero verificarsi), sviluppi codici di condotta internazionale per regolamentare l'attività dei nuovi attori attivi sui mercati (vedi i fondi sovrani) e che adegui i poteri ed il raggio d'azione delle istituzioni finanziarie globali in modo da renderle capaci di confrontarsi con uno scenario in continua evoluzione.
  • Esercitare con intelligenza il potere: Investire nell'educazione, nella salute e nella sicurezza delle nazioni più povere della Terra permetterà all'America non solo di migliorare la propria considerazione di sé ma di migliorare anche la sua immagine nel mondo. I pubblici poteri devono avere la capacità di intercettare l'accresciuta motivazione che emerge nella società civile statunitense a favore di interventi decisi per eradicare la povertà. L'efficienza deve essere altresì migliorata. Ogni singolo dollaro deve essere speso con cognizione di causa.
  • Confrontarsi con la crescita della Cina: L'America dovrà attivarsi, a livello bilaterale, regionale e multilaterale, per armonizzare l'esplosione dell'economia cinese con il sistema delle norme internazionali. In merito a questioni quali il cambiamento climatico, la regolamentazione del commercio internazionale e del regime dei cambi, gli Usa hanno il dovere di ricercare un approccio cooperativo ma anche, quando necessario, di esercitare pressioni e sollecitare determinate misure.
  • Coinvolgere l'India: E' evidente l'interesse americano nel favorire la piena integrazione nel sistema economico internazionale della più grande democrazia al mondo, impegnata nell'impresa titanica di liberare dalla povertà centinaia di milioni di persone. Peraltro l'India pone anche delle sfide al sistema economico americano in termini di competizione. Sotto questo profilo, sarà cruciale la selezione delle aree dove sarà possibile intraprendere una collaborazione e, in base ad esse, redigere un'agenda di lavoro comune.
  • Sostenere il rilancio dell'Africa: Molti Paesi africani hanno vissuto una consistente ripresa economica negli anni passati, in parte grazie ad un miglioramento del quadro politico in parte per la crescente domanda delle materie prime ivi prodotte. Gli Usa potranno sperare di ampliare il partenariato con l'Africa se saranno in grado di impegnarsi per costruire a livello internazionale un framework condiviso per la gestione delle risorse naturali, per aprire realmente il mercato mondiale ai prodotti africani, per sostenere l'intrapresa privata nel continente, per cooperare al mantenimento di un ambiente sicuro e per garantire un'assistenza allo sviluppo continuativa ed efficiente.
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