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PERES: "UNA NUOVA VETTA NEI RAPPORTI TRA ITALIA ED ISRAELE"
Il tour mediorientale del ministro degli Esteri italiano



Un attacco militare contro l'Iran, secondo il ministro degli Esteri, Franco Frattini, "sarebbe un disastro, una catastrofe per l'intera regione e anche per Israele."L'incontro con il premier israeliano Ehud Olmert ha aperto la visita di Frattini in Israele. In seguito, il titolare della Farnesina ha incontrato il presidente Shimon Peres.
 
''L'Italia puo' avere un ruolo per facilitare un negoziato diretto tra Israele e Libano", ha affermato il ministro italiano parlando con i giornalisti al termine del suo colloquio a Gerusalemme con Peres. Il capo della diplomazia italiana ha quindi ricordato il ruolo e l'impegno dell'Italia nell'ambito dell'Unifil, la forza Onu dispiegata nel sud del Libano al confine con Israele. Da parte sua, il presidente di Israele ha mostrato soddisfazione per lo stato delle relazioni bilaterali Roma-Gerusalemme. ''Stiamo aprendo un nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali'', ha affermato Peres, sottolineando come Italia e Israele stiano ''raggiungendo una nuova vetta nei rapporti."

Nel corso della giornata Frattini  ha incontrato anche la sua collega israeliana, Tzipi Livni, che l'ha accompagnato nella regione settentrionale dell'Har Dov, avamposto strategico sul confine libanese. La ministra e vice-premier israeliana ha colto l'occasione per ribadire la necessità di bloccare i rifornimenti militari che transitano dal territorio siriano ad Hezbollah: "Abbiamo un'opportunità per disarmare Hezbollah e dobbiamo sfruttarla prima che sia troppo tardi. L'Unifil è schierata nel sud del Libano, la situazione è cambiata, ma la comunità internazionale deve insistere per la piena attuazione della Risoluzione 1701 dell'Onu." Essa, approvata all'unanimità dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite durante la crisi militare dell'estate 2006, esigeva una totale cessazione da parte di Hezbollah degli attacchi e una immediata cessazione da parte di Israele delle operazione legate all'offensiva militare.

Livni ha poi attaccato Hezbollah, che reclama un ruolo nel governo del Libano, ma che con il suo comportamento irresponsabile danneggia la popolazione libanese stessa. In seguito al completamento dello scambio di prigionieri, che dovrebbe concretizzarsi nelle prossime settimane, la posizione del movimento sciita diventerà ancora più indifendibile, ha concluso il ministro israeliano. Posizione che ha trovato l'adesione di Frattini, che confida nell'azione del nuovo governo insediatosi a Beirut e reclama una ferma applicazione della Risoluzione 1701.La giornata di inconti, si è conclusa con un meeting con il leader dell'opposizione, Benyamin Netanyahu.