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SELEZIONE DELLA STAMPA ESTERA- 27 maggio

di Critica Sociale


Novaya Gazeta
The Kremlin is all in the White House
Pavel Voshanov

Le prime mosse del nuovo governo russo smontano l'ipotesi di un tandem di governo composto dal primo ministro Vladimir Putin e dal presidente Dmitri Medvedev, e fanno pensare che in Russia nulla sta davvero cambiando. Sono molteplici i fatti che dimostrano come le redini del potere rimangono salde nelle mani di Putin che, lasciata la poltrona di presidenza al Cremlino, si è limitato a traslocare alla Casa Bianca, sede dell'esecutivo russo, che il premier ha reso oggi il nuovo centro decisionale della politica russa. Un'evidenza in tal senso è la richiesta insistente di numerosi funzionari dell'ex presidente di seguire Putin nei suoi nuovi uffici alla Casa Bianca, luogo dove risiede il vero potere e dove quindi avranno maggiori opportunità di carriera. Ex ministri, criticati in passato per il loro malgoverno ma fedelissimi a Putin, come Zurabov e Reimann, sono stati invece posti al fianco del neopresidente nelle vesti di consiglieri, o meglio body guard a tutela degli interessi di chi davvero comanda (Putin).  Risulta sospetta anche l'assenza di dichiarazioni relative alla promessa di ridurre la morsa governativa sui media e sulla società civile, un silenzio che fa pensare che Medvedev non sarà l'uomo della svolta liberale in Russia.  Medvedev è  un membro del clan al potere e non c'è motivo per cui dovrebbe schierarsi contro gli interessi del clan.

Novaya Gazeta
Proposed to be Exhibited

L'ex presidente russo Vladimir Putin potrebbe presto avere il suo museo personale che potrà usare a piacimento. La scorsa settimana l'attuale capo di Stato Dimitri Medvedev ha firmato un disegno di legge, già approvato dalla Duma, destinato a promuovere l'eredità storica degli ex presidenti della Federazione russa. Considerando che gli ex capi di Stato e le proprie famiglie godono dell'immunità, Putin potrà attingere ai fondi previsti per il museo (122.5 milioni di rubli all'anno) e condurre attività lucrative al di fuori di ogni controllo statale. Anche se i due centri del complesso museale - uno sarà costruito a Mosca e l'altro nella località di nascita del presidente - si configurano per legge come organizzazioni no profit, potranno in concreto fare business e saranno finanziati con donazioni, alle quali si aggiungeranno contributi provenienti dal budget statale. Ai due istituti, comprensivi di archivi, una libreria e una collezione,  non sarà riconosciuta la bancarotta, l'audit dei centri sarà compiuto da società indipendenti scelte dagli istituti stessi e i report annuali saranno inviati al governo. Avranno inoltre il diritto di costituire media loro affiliati. Alcuni deputati del parlamento russo avevano espresso la preoccupazione che, con questo provvedimento, leggi regionali analoghe potranno essere approvate avviando la costruzione di centri di commemorazione di boss locali che faciliterebbero la perpetuazione del potere nelle mani di singoli clan. Ma la riserva è rimasta inascoltata.

Editoriale
The Economist
Inflation's back

Grazie all'uso accorto della politica monetaria, l'inflazione si è mantenuta entro limiti accettabili negli ultimi anni, ma la situazione sta velocemente cambiando. Anche se l'America sta lambendo la recessione e la crescita dei Paesi in via di sviluppo sta rallentando, l'inflazione continua infatti a crescere. Una situazione preoccupante per le banche centrali dei Paesi più industrializzati, ma ancora più inquietante dal punto di vista delle economie emergenti. I dati sono in effetti eloquenti: in Cina, India, Indonesia ed Arabia Saudita i prezzi sono saliti dell'8-10% nell'ultimo anno, in  Russia del 14, in Argentina del 23 ed in Venezuela del 29! Seguendo un trend del genere, entro quest'estate due terzi della popolazione mondiale soffrirà un'inflazione a due cifre.

Foreign Policy
The List: The Worst Places to Be a Terrorist

La lotta al terrorismo transnazionale implica spesso difficili scelte tra la tutela dei diritti civili e la necessità di garantire la sicurezza interna ai singoli Stati. Francia, Giordania, Egitto, Singapore e Russia hanno compiuto una scelta chiara in proposito. A favore del secondo termine. Per questo motivo, pur dovendo subire svariate critiche rispetto alla tutela dei diritti dei fermati e degli arrestati, i cinque Paesi ven...


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