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SELEZIONE DELLA STAMPA ESTERA- 19 maggio

di Critica Sociale


INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE
Watching China with an eye on the Soviet Union
Philip Taubman


Piccoli segni di apertura possono allargarsi fino a creare crepe insanabili nei regimi autoritari. Quando Mikhail Gorbachev tentò di riformare il sistema sovietico, esso crollò inesorabilmente in pochi anni. E se accadesse qualcosa di simile all'apparato comunista cinese? Il devastante terremoto della scorsa settimana ha infatti indotto la Cina ad aprire le sue porte ai soccorritori. Un gesto di umanità finalmente, che ha evitato di sacrificare ulteriori migliaia di vittima sull'altare dell'inviolabilità del territorio nazionale. I governanti del Myanmar si stanno comportando diversamente. Nemmeno le devastanti conseguenze della furia di Nargis sulla popolazione sembrano indurre Yangoon a qualsiasi forma di apertura all'esterno. In Cina questo è successo. Un piccolo segnale che, aumentando la fiducia reciproca, potrebbe aprire nuovi canali di dialogo tra Pechino ed il mondo occidentale.

LE PARISIEN
Ban Ki-moon en Birmanie cette semaine

Il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, si recherà a metà della settimana in Birmania, per concordare con la giunta le modalità con cui far pervenire alla popolazione colpita dal ciclone Nargis gli aiuti della comunità internazionale.

HAARETZ
The no-return point of a return to Gaza
Amir Oren


A tre anni dall'evacuazione dei coloni da Gaza è possibile dare una valutazione del ritiro israeliano. Un fallimento.  I lanci di razzi contro obbiettivi israeliani prosegue, la popolazione della Striscia vive in condizioni difficili ed Hamas mantiene il controllo dell'area. Lo stallo si fa pericoloso. L'opzione di re-invadere Gaza rimane sul tavolo. E poi? Un attacco israeliano rischierebbe di sotterrare ulteriormente le già tenui prospettive per il rilancio del processo di pace, aumentando la sorda ostilità dei palestinesi di Gaza e non lasciando loro alternativa rispetto all'abbraccio mortale con Hamas. L'inazione è però frustrante perché lascia campo libero alle iniziative del movimento islamista che, con apparente indifferenza davanti alla sofferenza della sua gente, insiste tenacemente nella sua lotta ad Israele.

LE FIGARO
La France parle avec le Hamas

Nella più grande discrezione, la diplomazia francese ha avuto, nel corso dell'ultimo mese, incontri con i vertici di Hamas. Lo rivela in esclusiva Le Figaro. Per la Francia si tratta di un cambiamento di strategia. Il Presidente Sarkozy ha conferito all'ex ambasciatore in Iraq, Yves Aubin de La Messuzière, la missione di avviare il dialogo con esponenti dell'organizzazione. La Messuzière – che ha incontrato a Gaza personalità di spicco di Hamas - spiega di aver registrato la disponibilità ad accettare i confini del 1967. Implicitamente, questo significa, riconoscere lo Stato d'Israele. Il diplomatico rivela inoltre che Hamas sarebbe pronto a riconoscere la leadership di Abu Mazen.

Hamas: Kouchner confirme des contacts

LE MONDE
Abbas entend démissionner s'il n'y a pas d'accord avec Israël cette année (député israélien)

Il presidente dell'Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, sarebbe pronto a dimettersi qualora non si raggiungesse entro l'anno l'accordo per la pace. È quanto ha dichiarato Yossi Beilin, parlamentare del partito israeliano della sinistra laica, Meretz, alla fine di un incontro in Egitto con Abu Mazen.

LE MONDE
L'impasse du processus de paix ravive chez certains Palestiniens l'intérêt pour un Etat binational...



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