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LONDRA E PARIGI CONTESTANO LA TORCIA
I commenti sulla stampa internazionale



THE NEW YORK TIMES
Olympic Torch Draws Clashes in London
John F. Burns

Accompagnata da star televisive e campioni dello sport, la fiaccola olimpica ha attraversato Londra, che sarà sede dei prossimi Giochi nel 2012. L'accoglienza non è stata tuttavia delle migliori. Migliaia di persone si sono riversate nelle strade per protestare contro la repressione condotta dalle autorità cinesi in Tibet ed in molti hanno tentato di ostacolare il passaggio della fiaccola. Una trentina gli arresti. Un uomo è stato bloccato mentre tentava di spegnere la torcia con un estintore. Se gli organizzatori pensavano che il richiamo alla solennità dell'evento bastasse a placare gli animi hanno dovuto ricredersi prontamente. Oltre duemila poliziotti hanno infatti dovuto vigilare sul tragitto del corteo olimpico mentre la tensione tra la comunità cinese di Londra ed i manifestanti cresceva man mano. Il tutto ha costituito motivo d'imbarazzo per il governo britannico, fra i più attivi nel mediare tra Pechino e quanti in Gran Bretagna e nel mondo avvertono con sempre maggior disagio l'incoerenza fra gli ideali olimpici e lo stile di governo del Paese che dovrà ospitare a breve i Giochi.

THE GUARDIAN
China's 'flame attendants' and world's most guarded relay
Paul Kelso

Durante il difficoltoso tour della fiaccola olimpica per le strade di Londra, agli occhi dei più attenti osservatori non sarà sfuggita la presenza di un bizzarro gruppo di addetti, schierato a difeso della preziosa torcia. Vestiti di blu e solerti nel bloccare qualsiasi tentativo di sabotaggio, questi "custodi della torcia", reclutati probabilmente tra le forze di sicurezza cinesi, seguono ventiquattro ore su ventiquattro il simbolo olimpico. Essi fanno parte della delegazione ufficiale cinese e sono incaricati di vegliare sulla torcia olimpica lungo il periglioso percorso che la porterà a Pechino. Ieri a Londra erano una ventina. Non è chiaro quale sia il loro livello di coordinamento con le forze di polizia degli Stati di transito, ma è certo che le tute blu rappresentano un baluardo quasi invalicabile per chiunque volesse spegnere il fuoco olimpico. Un'impresa simbolica che avrebbe una rilevanza mediatica globale. Proprio quello che Pechino vuole evitare.

LE FIGARO
Gesticulation olympique
L'éditorial de Pierre Rousselin

Parigi è in stato dall'allerta. Mentre la politica discute di boicottaggio e di prese di posizione ufficiali, le autorità hanno predisposto una "bolla" di scurezza per proteggere il passaggio dei tedofori, con la mobilitazione di circa tremila agenti. Gli attivisti per la difesa dei diritti umani promettono di ripetere le azioni di disturbo che hanno segnato la giornata di Londra. Parigi sarà l'ultima tappa della torcia in Europa e meno male, verrebbe da dire! L'azzardata scelta di Pechino come sede dei Giochi Olimpici 2008 sta dando i suoi amari frutti. Governi imbarazzati accolgono la delegazione cinese con i dovuti riguardi, ma intanto valutano le mosse da intraprendere da qui all'8 agosto, data di inizio delle gare. Imbarazzo ancora più palpabile all'Eliseo: le autorità francesi, dopo aver espresso dubbi sulla propria partecipazione alla cerimonia d'apertura a Pechino, vogliono evitare che proprio a Parigi si verifichino episodi di particolare gravità. I Giochi Olimpici, ricorda nel suo editoriale Pierre Rousselin, sono l'occasione per chi li ospita di mostrarsi al mondo. La Cina ne è ben consapevole e vuole sfruttare l'occasione per proiettare all'esterno l'immagine di uno Paese in crescita, potente e ricco al punto di organizzare una manifestazione di rilievo planetario. La Cina si è anche fatta custode per un quadriennio dello spirito olimpico, che comporta anche tolleranza e rispetto dei diritti universali dell'uomo. In Tibet la Cina è venuta meno al suo impegno. Dopo e a prescindere dal corteo di Parigi, qualcuno dovrà chiedere conto a Pechino.

INTERNATIONAL HERALD TRIBUNE
Paris security tight for Olympic torch relay

Dopo le proteste e gli scontri di Londra, la torcia olimpica attraversa la Manica ed arriva a Parigi. Anche in Francia l'accoglienza non si annuncia tra le migliori. Le autorità francesi hanno elaborato un complesso piano di sicurezza che dovrebbe proteggere i tedofori lungo il percorso di una trentina di chilometri che percorreranno nella capitale transalpina. Tremila agenti dispiegati. Gli attivisti pro-Tibet, consci dello sbarramento di sicurezza, non hanno annunciato il programma delle manifestazioni e sperano di trovare un varco nella rete di sicurezza per mettere a segno un colpo clamoroso. Il leader di Reporter Sans Frontières, Robert Menard, accusa il governo francese...


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