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APPUNTI SULLA RIFORMA ISTITUZIONALE E ELETTORALE

La democrazia rappresentativa va rafforzata con la riqualificazione degli organo elettivi rappresentativi, contro la tendenza a concentrare potere negli esecutivi, anzi nelle mani di uno solo

Data: 2013-06-07

Felice Besostri

1.La democrazia rappresentativa ha dei limiti: quando ci sono forti diseguaglianze di capacità economica, di livello di istruzione e d'informazione il voto è distorto. I limiti della democrazia sono solo i limiti alla democrazia, quindi, prima di accantonare la democrazia rappresentativa, eliminiamo gli ostacoli al suo pieno dispiegamento. Niente di nuovo è quanto prevede l'art 3 c. 2 della nostra Costituzione. La democrazia rappresentativa va, invece, rafforzata con la riqualificazione degli organo elettivi rappresentativi, contro la tendenza a concentrare potere negli esecutivi, anzi nelle mani di uno solo. Per le lobby, i gruppi di pressione e potere meno sono i decisori e più è facile influenzarli o addirittura comprarli con la corruzione. La democrazia partecipata e diretta è un'utile integrazione, ma non la può sostituire. Il principio di una testa un voto è un grande principio rivoluzionario. Però per funzionare ci vuole la testa, non bastano le gambe che ci portano al seggio. Nel 1% dell'umanità è concentrato il potere economico e politico del mondo, l'altro 99% non può limitarsi ad occupare saltuariamente Wall Street. 

2. La commedia sulla riforma della legge elettorale si è trascinata per tutta la XVI Legislatura, compresa la farsa del referendum per ristabilire il Mattarellum per mezzo di un referendum truffa, che non aveva altro scopo di provocare elezioni anticipate con la legge elettorale in vigore. Già un referendum ammesso quello Guzzetta-Parisi aveva provocato elezioni anticipate nel 2008 ( lo scioglimento delle Camere comporta il rinvio automatico della consultazione referendaria, mentre sarebbe logico che si celebrassero insieme, anche per garantire una maggiore partecipazione) L’Ordinanza della prima Sezione della Cassazione del 17 maggio 2013, grazie azione giudiziaria di un pugno di cittadini iniziata nel novembre 2009, ha fatto saltare i giochetti. In realtà nel corso della precedente legislatura bastava appoggiare i quesiti referendari Passigli-Villone per ristabilire i principi costituzionali in materia elettorale, gravemente violati dal Porcellum, ma da sempre il vero, per quanto inconfessato e inconfessabile, motivo di difesa dell’esistente era costituito dalle liste bloccate: uno strumento di potere senza eguali nelle mani dei gruppi dirigenti dei partiti, quando non di un padrone unico delle liste dei candidati. La nostalgia per il Mattarellum è inspiegabile, vista l’esperienza del 2001.Il Mattarellum non è un'alternativa al Porcellum. Bisogna tornare ad un sistema proporzionale senza trucchi. La maggioranza politica si costruisce insieme a quella sociale. La maggioranza degli italiani è vittima di questa politica economica dettata da gruppi di potere in grado di condizionare l'opinione pubblica intossicata dai costi della politica, che guarda caso ha come obiettivi principali gli organi rappresentativi elettivi. Un Parlamento di nominati con la copertura di esperti lottizzati con il bilancino si appresta a cambiare/stravolgere la Costituzione prima di averla attuata. In Cile tutta la sinistra chiede l'Assemblea Costituente, vogliamo almeno chiedere un referendum preventivo sulla forma di governo:1)parlamentare 2)semipresidenziale 3) presidenziale? Questa maggioranza ha i 2/3 per manomettere la Costituzione senza un referendum confermativo come hanno fatto con gli articoli 81,97,117 e 119 Cost. Per 8 anni  hanno tolto agli italiani il diritto di eleggere i parlamentari ed ora addirittura di sceglier in quale tipo di Stato vivere. Basta! Torni lo scettro nelle mani del popolo sovrano( art. 1 Cost), solo così potrà rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese(art. 3 Cost.).Non è un programma grandioso! Non c'è bisogno di essere degli estremisti per indignarsi per il pericolo che corre la nostra Costituzione , basta essere dei democratici incazzati

3.Il punto principale non sono solo le soluzioni, i modelli elettorali sono molti e variegati e bastano tre o quattro politologi o costituzionalisti , per sfornarne qualche decina.Ma anche e soprattutto come ci si arriva. La nostra Costituzione è nata da un referendum popolare che ha scelto tra monarchia e repubblica. Non si può modificare sostanzialmente la Costituzione se non facendo precedere la modifica da un referendum popolare sulla forma di governo, Il punto di principio è che non è ammissibile, che un Parlamento di nominati con la copertura di esperti lottizzati voglia rovesciare la Costituzione. Il PSI ha presentato una proposta di Assemblea Costituente, chiamiamola come vogliamo, ma ogni modifica non di dettaglio deve passare da un organo eletto con la proporzionale e con la consultazione popolare preventiva sulle grandi scelte:1) forma di governo 2) forma di Stato e poi con un bel referendum confermativo anche in caso di 2/3 di parlamentari consenzienti.

4.Finora chi si opponeva al cambiamento ha giocato in difesa, mentre si deve accettare la sfida. L'essenza della democrazia rappresentativa(Urbinati) è il dibattito pubblico che precede le deliberazioni, molto più importante del modo di elezione, per questo oltre che la libertà di pensiero va affermata la libertà nell'informazione. Si vuol creare un clima di emergenza e fretta,( Cfr, Unità del 30 maggio editoriale del Direttore Claudio Sardo) ma non troppa perché il governo deve stare in carica. Le elezioni europee sono l'ultima occasione dentro i 18 mesi che si è assegnato il governo. Bisogna creare  le condizioni per un risultato perentorio delle reali intenzioni degli italiani, che vanno rispettate di più di quanto faccia Grillo e la maggioranza della nomenklatura politica, sia pure con maggiore ipocrisia. Si tratta della SALVEZZA DELLA REPUBBLICA. Tanta retorica che il popolo deve scegliersi il governo e il presidente e poi lo si taglia fuori da una modifica sostanziale della Costituzione. Le ultime elezioni amministrative hanno dato un segnale di disaffezione, per non dire di rigetto verso la partecipazione politica ,con la crescita esponenziale della non partecipazione al voto, che sommata alle schede bianche e nulle supera il 50% degli iscritti alle liste elettorali. A parte le preoccupazioni di prammatica, in realtà fa comodo nascondere dietro la percentuale dei consensi  la perdita di voti in assoluto. Il M5S ha perso la metà di voti in percentuale nelle 33 citta più importanti dell’ultima tornata amministrativa, ma in termini assoluti sono diminuitidei¾, per essere esatti sono appena il 27,2% di quelli ottenuti alle politiche di febbraio come ha dimostrato Franco Astengo nel suo intervento di analisi “politicista” delle ultime elezioni amministrative del 26/27 maggio (http://sinistrainparlamento.blogspot.it/2013/05/amministrative-2013-unanalisi.html ). L’astensione può essere indifferenza, nel senso, che il cittadino è convinto che non sarà danneggiato dalla vittoria dell’uno o dell’altri schieramento ovvero un segnale di disprezzo per la classe politica  senza distinzione di colore.

5.Occorre anche sfidare l'astensionismo  sul suo terreno, dandogli un peso e un riconoscimento politico implicito, per esempio stabilendo una riduzione proporzionale  dei componenti delle assemblee superata una certa percentuali di astensioni dal voto e/o di schede bianche e nulle. Ovvero con maggiore drasticità prevedendo la ripetizione delle elezioni se non vota la maggioranza assoluta degli aventi diritto con la previsione dell'impresentabilità dei canditati nei collegi uninominali  e dei capilista nei collegi plurinominali dove non si sia raggiunto il quorum di partecipazione. Una norma con precedenti sovietici dove non si correva il rischio, perché le elezioni non erano libere ( l'espressione maggioranze bulgare viene da quella prassi), ma che giocò un ruolo positivo nella transizione. L'applicazione di questa regola, cioè la ripetizione delle elezioni non richiede modifiche costituzionali, a differenza della riduzione del numeri degli eletti nel caso del Parlamento e dei  Consigli regionali.

6.Se si vuol votare con una legge costituzionale basta fare le modifiche chieste con il referendum Passigli-Villone, affossato per ragioni non tanto oscure: se approvato  superava le liste bloccate.

Il Mattarellum va bene a molti, perché ha un 25% di liste bloccate e nei collego uninominali il candidato della coalizione è scelto con il solito metodo che assegna il posto nella lista bloccata. Tranquilli con Napolitano non si rivota con il porcellum. Non vi siete chiesti perché non lo si modifica per renderlo costituzionale? UN DDL DI 3 ARTICOLI. NON MODIFICARLO è L'ASSICURAZIONE SULLA VITA DI QUESTO GOVERNO: Letta è stato chiarissimo di legge  elettorale si parla dopo le riforme istituzionali. Il ragionamento non fa una grinza: teoricamente. Se devo stabilire  il numero dei parlamentari e la forma di governo non ha senso fare una legge, quindi se ne parla dopo le modifiche costituzionali. Un ragionamento già fatto in 2 occasioni. La prima approvando il porcellum contestualmente a una riforma costituzionale, che però non fu confermata. La seconda nella scorsa legislatura abbinando nella discussione in Commissione AFFARI COSTITUZIONALI DEL SENATO legge elettorale  E RIFORMA DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI: sono stato in Commissione Affari Costituzionali soltanto una legislatura, ma abbastanza per capire la manovra. La volontà di salvare il porcellum era chiaramente dimostrata dall'Avvocatura dello Stato, che funzionalmente dipende dalla Presidenza del Consiglio,  che dal 2008 ha difeso con le unghie e coi denti la legge sia sotto il Berlusconi-Maroni che il Monti -Cancellieri. Senza questa opposizione  sarebbe arrivato in Corte Costituzionale  due anni fa, in tempo utile per non votare con il porcellum nel 2013. Non è un caso che, dimessosi Monti e celebrate le elezioni, l'Avvocatura dello Stato sia scomparsa dal processo davanti alla Cassazione, quella che su conforme richiesta della Procura Generale, ha finalmente inviato alla Consulta la legge elettorale vigente per due dei molti  punti incostituzionali: premio di maggioranza senza soglie e liste bloccate. Se si vuol riconquistare la fiducia persa il Parlamento, su iniziativa de Governo o propria, deve adottare una nuova legge elettorale di pura manutenzione costituzionale di quella esistente: anche con Decreto legge, come più volte fatto per le leggi elettorali anche alla viglia delle ultime elezioni(decreto-legge n. 223 del 2012). La sopravvivenza di un governo non può dipendere dall'incostituzionalità della legge elettorale, ma solo dalla capacità di portarci fuori dalla crisi: in ogni caso un giudizio politico ci sarà comunque il 22 maggio 2014 con l'elezione del Parlamento Europeo.

7. Se il destino dell'Italia si gioca in Europa ecco una ragione di più per avere elezioni non truccate dalla legge elettorale, come invece, complici PD e Pd, è stato nel 2009. Furono introdotte soglie di accesso in una competizione in cui sono assenti problemi di governabilità con il solo scopo dichiarato dai relatori senatori Ceccanti(PD) e Malan(PdL)  d'impedire a che rientrassero in gioco le forze politiche escluse dal Parlamento Nazionale nel 2008. Come si sa " ci sarà pure un giudice Berlino" anzi a Karlsruhe, sede del Tribunale Costituzionale Federale tedesco, he ha dichiarato l'incostituzionalità  delle soglie d'accesso nella  legge elettorale per le europee.. Non risulta alcuna iniziativa in atto per trarne le conseguenze in Italia, eppure alcune delle forze ingiustamente escluse da PE nel 2009 ora sono in Parlamento, per esempio PSI e SEL: vista la decisione di SEL di aderire al PSE sarebbe una buona occasione per un’iniziativa congiunta con l’obiettivo di rinforzare il PSE rispetto al PPE nelle elezioni del 2014.







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