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LA SVOLTA NEO ATLANTISTA DELLA POLITICA ESTERA ITALIANA

Alla vigilia della visita del Presidente degli USA, George W.Bush, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, illustra le nuove linee guida della Farnesina

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Il dossier iraniano sarà il tema centrale dei colloqui con il presidente americano, George W. Bush, in arrivo in Europa il 10 giugno e in Italia il 12. E' l'ultimo viaggio europeo per Bush, la prima occasione per il governo Berlusconi di "rilanciare i rapporti tra l'Italia e gli Stati Uniti" e definire la posizione italiana, che è quella di "interlocutore privilegiato in Europa per il Mediterraneo e il medio oriente", ha detto il ministro degli esteri, Franco Frattini, l'Iran è il fulcro di questo rilancio. Gli Stati Uniti stanno con l'Italia, il segretario di stato Condoleezza Rice ha già esplicitato il suo sostegno. C'è lo scoglio della Germania, che non considera l'ingresso italiano nel gruppo di contatto del 5+1 così importante, ma Frattini abilmente smussa gli angoli, dice che "non è un no quello della Germania", basta leggere che cosa ha scritto la Suddeutsche Zeitung in un commento: "Scrive che Berlino dovrebbe aiutare Roma a entrare nel negoziato sul nucleare iraniano", sottolinea il ministro. "E' un segnale che il dibattito è aperto, e la Suddeutsche è vicina al ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier". Insomma, la Germania potrebbe stabilire a breve che un asse italo-tedesco è auspicabile quanto quello italo-francese Sull'Iran il 5+1 è già diventato 5+2,  infatti una delegazione di esperti italiani sarà presente al tavolo del negoziato già a partire dal prossimo incontro. "L'ultimo rapporto dell'Agenzia atomica dell'Onu sul nucleare di Teheran ha rivelato che sono stati fatti passi indietro, non possiamo restare a metà del guado",A parte il prestigio internazionale per l'Italia, l'ingresso, tutavia,  nel gruppo di contatto sull'Iran è carico di rischi commerciali, considerando il volume di scambi e di rapporti con la Repubblica islamica. Ma in ogni caso, dice il ministro, conviene essere seduti a quel tavolo: "L'Italia a bordo è utile. E' meglio essere nella pattuglia che decide i termini delle sanzioni, piuttosto che doverle soltanto applicare".Si corregge dunque  la rotta e si torna a indirizzarsi verso una più stretta sintonia con gli Usa.
E in questo quadro la nostra politica estera vede nel rafforzamento delle relazioni atlantiche uno suo speciale ruolo e la propria missione.
Nel corso della recente due giorni del Consiglio sulle Relazioni tra Italia e Stati Uniti del recente summit di Venezia sui rapporti tra Stati Uniti ed Europa, infatti, il ministro Frattini ha sostenuto che , in previsione della presidenza del prossimo G8, toccherà proprio all'Italia di  rinsaldare la storica Alleanza Usa-Ue.
Di fronte alle sfide e alle minacce dei nuovi scenari mondiali, è necessario dare nuovo impulso all'alleanza fra Ue e Usa che è sempre più "insostituibile".  E in particolare ha anticipato la proposta che la Presidenza italiana del G8, che avrà luogo il prossimo anno, avanzerà per avviare una moderna riforma della Nato: un vertice da tenersi all'inizio del 2009, con la nuova amministrazione Usa e un'Europa probabilmente cambiata da riforme istituzionali.

"Un summit euroatlantico - ha detto - sarà il modo migliore per rilanciare e rafforzare la nostra alleanza. Non importa se si terrà a Washington, a Bruxelles o altrove, è importante che l'incontro avvenga e che avvenga all'inizio del nuovo anno. Il governo italiano vuole che ciò accada. Noi lavoriamo per questo". Il prossimo anno infatti sarà un anno importante, in cui ci sarà "una nuova amministrazione a Washington" e l'Italia "avrà l'onore della presidenza del G8".  Secondo il titolare della Farnesina infatti è necessario imparare dal passato, soprattutto dal 2003 quando, sull'Iraq, si crearono divisioni fra le due sponde dell'Atlantico e all'interno della stessa Ue. Da quella lezione - ha detto - "gli europei hanno imparato che un forte rapporto con gli Usa è fondamentale", anche "per rafforzare i legami in Europa". Che "un'Europa debole e divisa non può far fronte ale sfide e alle minacce globali come il terrorismo". Dal canto loro gli Stati Uniti sanno che "per aver successo nelle sfide e affrontare le minacce, devono far affidamento sugli alleati e che, un'Europa unita, è l'alleato più di fiducia e più credibile".
Frattini si è poi soffermato sul ruolo della Nato. Bisogna - ha detto - "potenziare la sua dimensione politica", farla diventare una sorta di "forum permanente di consultazione politica fra le 2 sponde dell'Atlantico". Una realtà "sempre più aperta alla cooperazione con l'Onu e con l'Ue". Per fare ciò però è necessario che "venga rafforzata la strategia di difesa europea". L'Europa deve cioé "agire e diventare sempre di più produttrice di sicurezza invece che consumatrice alle spese degli amici americani". sembra quindi riprendere con più vigore alcune delle caratteristiche del Neo-Atlantismo degli anni Cinquanta in cui L'Italia stessa premeva per una visione più politica dell'art. 2 dell'Alleanza.

Infine i rapporti con la Russia. Frattini ha affermato che ''la Nato dovrebbe ripristinare lo spirito di pratica di Mare''.  In proposito,  in un'intervista al Foglio, Frattini rivela che  oltre alla linea della fermezza con Teheran, il presidente Bush troverà un'altra sorpresa ad accoglierlo, o meglio, la riscoperta di un vecchio, bel ricordo. "E' lo spirito di Pratica di Mare", spiega Frattini. Nel 2002, al vertice della Nato di Pratica di Mare, Berlusconi facilitò il dialogo tra Bush e l'allora presidente russo Vladimir Putin (oggi premier tuttofare), aiutando così a trasformare un rapporto freddino in una solida amicizia. Ora che le relazioni della Russia con l'Europa e con l'occidente sono divenute faticose, con lo scudo antimissilistico americano nell'Europa dell'est a fare, nell'ottica del Cremlino, da cavallo di Troia, "bisogna riscoprire e rilanciare lo spirito di Pratica di Mare, spiegando agli amici russi che quello scudo non è certo costruito contro di loro, tanto più che è obiettivo nostro e dell'Europa collaborare con Mosca non soltanto nel settore energetico ma anche in quello della difesa integrata". La Russia è troppo importante per permettersi distrazioni, c'è la dipendenza energetica ma ci sono anche "la politica dei visti (di cui si parlerà al summit americano-europeo in Slovenia lunedì, ndr), la lotta al terrorismo, al narcotraffico". Il ritorno dello spirito di Pratica di Mare è fondamentale.  






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