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IL PAKISTAN DOPO LE ELEZIONI

Intervista ad Elisa Giunchi, Docente di Storia ed istituzioni dei paesi islamici presso la Facoltā di Scienze Politiche, Universitā degli studi di Milano

Data: 2008-02-27


Dalle urne sono usciti vittoriosi gli eredi di Benazir Bhutto e l'ex premier Nawaz Sharif. Partito del Popolo Pakistano e Lega Musulmana Pakistana si apprestano a governare insieme. Qual č la natura politica delle due formazioni, quanto sono compatibili fra  loro e quale sarā la loro capacitā di garantire al Paese un governo coeso?

Se PPP e PML-N riusciranno ad allearsi ai partiti minori e ad attirare gli indipendenti, che hanno ottenuto molti voti, conseguiranno il controllo dell'assemblea nazionale e potranno, in teoria, mettere sotto accusa il presidente o per lo meno ridimensionare i suoi poteri. Ma bisogna vedere se i due principali partiti sapranno accordarsi su questo punto. Un'altra incognita č la reazione dell'esercito ad un'eventuale mossa volta a ridimensionare i poteri del presidente, che a lungo ha rappresentato gli interessi delle forze armate.

Diminuirā il condizionamento religioso nella societā pakistana?


La nuova coalizione continuerā a collaborare con gli Stati Uniti, ma č impossibile prevedere quale tipo di approccio adotterā in merito alla guerra al terrorismo e in particolare quali elementi di collusione esisteranno tra il governo ed elementi islamisti. Nč il PPP nč la PML-N in questo settore hanno dato buona prova di sč in passato. 

Esiste la possibilitā che l'arsenale atomico nazionale possa cadere nelle mani di frange radicali?

 








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